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Impianto a osmosi inversa ad uso domestico, 2 modelli al TOP

Il nostro paese è il più grande consumatore europeo di acqua imbottigliata o, almeno, lo è stato fino a qualche anno fa, ma con la diffusione dei depuratori d’acqua sta sempre di più riducendone il consumo. In altri paesi l’uso di un impianto a osmosi inversa ad uso domestico è già una realtà consolidata e sempre più famiglie scelgono di comprarne uno per risolvere ogni problema di approvvigionamento di acqua potabile.

Non sempre la scelta dell’osmosi inversa è la scelta migliore, nella maggior parte dei casi un impianto a microfiltrazione potrebbe risolvere il tuo problema. Se l’acqua che sgorga dal tuo rubinetto ha un cattivo sapore o a trasportato troppi sedimenti ravvolti durante il tragitto dall’acquedotto, potresti dotarti di un sistema di filtrazione meno drastico dell’osmosi inversa. I nuovi sistemi di microfiltrazione sono molto economici e ridonano all’acqua colore, sapore o odore degni di un’acqua blasonata come quella che viene commercializzata a caro prezzo.

In alcuni casi, invece, l’eccessiva presenza di sali o di altre sostanze nocive richiede un trattamento di iperfiltrazione come quello praticato da una membrana osmotica che è in grado di eliminare ogni sostanza disciolta e non fino a produrre un’acqua purissima. I I solidi sospesi, i batteri, le alghe, i virus, gli ioni mono e polivalenti, verranno filtrati e espulsi dagli “stadi di filtrazione”, senza alcun rischio di ingerire sostanze tossiche per l’organismo.

L’osmosi inversa ad uso domestico è pericolosa?

Da alcuni detrattori è stata diffusa la notizia che l’acqua prodotta da un impianto di osmosi inversa sia pericolosa per l’uomo e se ne sconsiglia l’utilizzo. In realtà, tutto nasce da una ben nota trasmissione televisiva di cui è stato travisato il messaggio con il passaparola. Il servizio delle Iene sull’osmosi inversa non metteva in guardia i cittadini dall’utilizzo di un impianto di depurazione, bensì sulla pratica ingannevole di alcuni venditori che, pur di vendere un impianto di depurazione domestico, terrorizzano le persone con finti test sull’acqua.

La bontà dell’acqua prodotta dall’osmosi inversa è fuori discussione e anche la quasi totale assenza di sali minerali disciolti non arreca problemi di salute, poiché gli stessi sali sono presenti in tutte le pietanze che mangiamo normalmente. L’uomo ha un fabbisogno ideale di sali minerali di circa 1.000 mg al giorno e questa quantità è presente in pochi grammi di frutta o di verdura.

Sarebbe come criminalizzare l’acqua che si trova ad alta quota che è quasi priva di qualsiasi sostanza disciolta. Questa acqua si arricchisce di ioni monovalenti e multivalenti mano a mano che percorre il suo cammino verso valle, erodendo le rocce con cui viene a contatto. Basta analizzare le sorgenti di acqua di montagna per notare quanto siano povere di sodio, calcio e magnesio per capire quanto sia infondata la notizia sulla presunta pericolosità di questi impianti a osmosi inversa e sugli effetti collaterali che hanno sulla nostra salute.

Per completezza, però, dobbiamo segnalare che l’acqua prodotta dall’osmosi inversa ha dei pro e dei contro che abbiamo evidenziato nel nostro articolo “Depuratore a osmosi inversa, pro e contro“, che ti invitiamo a leggere. L’aspetto più negativo che segnaliamo e quello del sapore che potrebbe risultare troppo neutro se non si aggiunge un mineralizzatore dopo la membrana osmotica. Questo re-mineralizzatore aggiunge all’acqua la quantità di sali minerali che sono andati persi durante l’iperfiltrazione.

Altra notizia infondata è quella dello spreco di acqua. Secondo altri detrattori, questi impianti ad osmosi inversa sprecano tanta acqua quanta ne producono, alcuni arrivano a dire che per un litro di acqua se ne buttano due nello scarico. Si tratta di cattiva informazione perché, se è vero che alcuni impianti sprecano molta acqua, è vero anche che altri impianti riciclano l’acqua di scarto e la immettono nuovamente nel sistema di filtraggio riducendo al minimo lo spreco. A questi disinformatori ricordiamo che se l’alterativa sono le bottiglie di plastica trasportate per centinaia di chilometri attraverso enormi TIR, preferiamo sicuramente usare un impianto a osmosi inversa.

Un buon servizio è stato mandato in onda dalla RAI alcuni anni fa e offre una spiegazione semplice dell’osmosi inversa.

Osmosi inversa a produzione diretta o con accumulo?

Una differenza fondamentale tra i depuratori ad osmosi inversa è quella legata alla presenza di un serbatoio di accumulo prima del rubinetto. Questa soluzione consente di avere una scorta di acqua pronta all’uso senza dovere aspettare i tempi di filtraggio.

Un buon impianto ad osmosi riesce a filtrare circa un litro di acqua al minuto, questo tempo potrebbe sembrare molto lungo se si deve riempire una pentola per cuocere o un contenitore per lavare la frutta e la verdura. Con la pratica si riesce a superare il problema tenendo sotto il lavello delle bottiglie di vetro pronte all’uso nei casi di urgenza, ma, se hai molto spazio, la scelta di un serbatoio di accumulo potrebbe essere una buona soluzione.

Il serbatoio, solitamente di una dozzina di litri, occupa molto spazio sotto il lavello e devi tenerne conto prima di acquistarlo. Sommando il volume del depuratore e del serbatoio dovresti rinunciare a metà dello spazio disponibile di un sottozoccolo da 90 cm.

Altro fattore non trascurabile dell’impianto con accumulo è la formazione di batteri all’interno del serbatoio. Come in ogni contenitore di acqua, queste eventualità non è così remota e per ovviare al problema è necessario aggiungere all’impianto un’ulteriore stadio di filtrazione ai carboni attivi o ai raggi ultravioletti. Questo stadio deve essere installato tra il serbatoio e il rubinetto, subito dopo l’addolcitore (re-mineralizzatore).

I migliori impianti a osmosi con accumulo e mineralizzatore sono dotati sia di post-filtro ai carboni atti sia di post-filtro a raggi UV e sono da preferire a tutti glia altri perché garantiscono un trattamento battericida completo alla tua acqua.

Se non hai l’esigenza di avere 12 litri di acqua sempre pronta all’uso e puoi aspettare i tempi di erogazione di un impianto a osmosi inversa a produzione diretta, allora preferisci quest’ultima soluzione che occupa poco spazio e non necessita di stadi aggiuntivi che devono essere periodicamente sostituiti.

Il migliore depuratore a osmosi inversa a produzione diretta

Il modello che ci ha convinto maggiormente è il JG 600 GPD che possiede tutte le caratteristiche che servono a un ottimo impianto di depurazione.

Il migliore depuratore a osmosi inversa con serbatoio e mineralizzatore

Il modello che ci ha convinto maggiormente è quello fornito dalla AEG che possiede tutte le caratteristiche che servono a un ottimo impianto di depurazione a osmosi inversa con serbatoio e mineralizzatore.

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AEG Osmosi inversa per la filtrazione dell'acqua potabile installabile sottolavello, 6.8 bar, Bianco

L’apparecchio tramite una potente pompa consente la produzione di acqua purissima grazie agli stadi di filtrazione e alla membrana a osmosi inversa. L’acqua prodotta viene stoccata in un serbatoio per essere sempre disponibile. In fase di erogazione, è presente un ulteriore stadio di filtrazione che reintegra i sali minerali nelle giuste proporzioni.

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