Il migliore potabilizzatore d’acqua da trekking

potabilizzatore d'acqua da trekking

Se hai la passione per l’avventura e prevedi di affrontare dei percorsi lontani dai centri abitati dovresti considerare che uno dei più grandi problemi che affronterai sarà quello dell’approvvigionamento idrico. Con le recenti tecniche di filtrazione dell’acqua sono apparsi, ad un prezzo davvero irrisorio, dei kit molto efficaci per depurare qualsiasi tipo di acqua. Con un potabilizzatore d’acqua da trekking potrai rendere potabile anche un liquido prelevato da un laghetto di acqua stagnante senza preoccuparti di contrarre malattie o dover mandar giù acqua torbida e maleodorante.

Esistono già da tempo dei kit capaci di filtrare l’acqua da qualsiasi fonte disponibile, ma erano appannaggio di militari e avventurieri senza paura e il rischio di contrarre qualche malattia si poteva correre in quelle situazioni di emergenza. I moderni potabilizzatori d’acqua per trekking o da viaggio sono, oggi, dei sofisticati sistemi di depurazione che riescono a eguagliare o superare i moderni sistemi che usiamo in casa. Dotati di fittissime membrane e carboni attivi granulari (CAG) danno dei risultati che vanno ben oltre la semplice microfiltrazione, rendendo l’acqua perfettamente cristallina ed esente da microrganismi.

migliore potabilizzatore d'acqua da trekking

Normalmente, quando devi scegliere uno di questi prodotti, ti imbatterai in miracolose cannucce a filtrazione da 0,5 μ, capaci di trattenere tutti i solidi sospesi, le alghe e i batteri. Purtroppo, questi potabilizzatori d’acqua da trekking non riescono a trattenere alcuni pericolosi virus, la cui dimensione e inferiore (o,03 μ) e sarai costretto a ricorrere ad un ulteriore trattamento di alogenazione con l’ausilio di pastiglie di iodio o cloro.

Questi potabilizzatori non sono così sicuri come viene pubblicizzato e nel nostro articolo su come potabilizzare acqua in viaggio e per il trekking abbiamo ampiamente illustrato le motivazioni. Per fortuna esistono anche dei potabilizzatori d’acqua portatili che usano il metodo della ultrafiltrazione e hanno la capacità di trattenere corpuscoli di dimensione superiore a 0,01-0,02 μ, bel al di sotto di qualsiasi virus potenzialmente dannoso per l’uomo.

Cosa cercare in un potabilizzatore d’acqua da trekking portatile

Esistono dei requisiti che ogni potabilizzatore d’acqua da viaggio deve possedere perché funzioni al meglio. In vendita esistono anche dei giocattoli, più indicati per le Giovani Marmotte, che non ti proteggerebbero dai rischi a cui potrai andare incontro durante il trekking. Le caratteristiche principali di un potabilizzatore d’acqua per trekking, che normalmente vanno ricercate da chi ama l’avventura, ma non lascia nulla al caso, sono:

  • Peso. Il potabilizzatore d’acqua da trekking deve essere molto leggero per non caricare eccessivamente il già pesante bagaglio di un esploratore professionista.
  • Dimensione. Anche l’ingombro deve essere molto ridotto per lasciare spazio ad altre attrezzature.
  • Velocità. La velocità nella produzione di acqua è un fattore importante perché potrebbe essere necessario attingere alle risorse idriche in condizioni di emergenza.
  • Efficacia. Non deve mai accadere che dei microrganismi possano superare i filtri di depurazione. Questo potrebbe compromettere il viaggio e anche la nostra salute.
  • Praticità. Il kit di potabilizzazione d’acqua da trekking deve essere semplice da usare e non richiedere particolari competenze.
  • Autonomia. Nel caso di lunghi viaggi è necessario produrre una grande quantità di acqua da bere e per lavare. Una scarsa autonomia dei filtri ne comprometterebbe la capacità di filtrazione, sia perché lascerebbe passare le impurità, sia perché l’intasamento dei filtri lo renderebbe inutilizzabile.
  • Ultrafiltrazione. La semplice microfiltrazione non è sufficiente ad eliminare i virus dall’acqua e si renderebbe obbligatorio l’uso di sostanze alogene (cloro, iodio e resine allo iodio) per la disinfezione. Meglio dotarsi di un sistema di potabilizzazione d’acqua da trekking con membrana a ultrafiltrazione da 0,01-0,02 μ, che non lascia passare i virus più piccoli e aggressivi (diametro 0,03 μ).
  • Carboni Attivi Granulari (CAG). Il potabilizzatore deve assolutamente comprendere anche uno stadio di filtrazione ai CAG per rimuovere dall’acqua ogni traccia di odore e sapore.
  • Ioni d’argento. Anche la presenza di ioni d’argento è utile per evitare la proliferazione batterica dentro il filtro. Si tratta comunque di un plus, poiché i microrganismi non riuscirebbero comunque a superare la membrana a ultrafiltrazione.

Anche il prezzo è importante nella scelta del migliore depuratore d’acqua da trekking, ma fortunatamente tutti i modelli in commercio sono estremamente economici e questo fattore non è così rilevante. Meglio puntare sulla qualità e sull’affidabilità di un kit a ultrafiltrazione piuttosto che tendere al risparmio di pochi euro, poiché le ripercussioni della tua scelta potrebbero compromettere un’intero viaggio.

Migliore potabilizzatore d’acqua da trekking

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita esponenziale di questo settore che sembrava ormai saturo e privo di vere innovazioni e siamo rimasti davvero sorpresi nell’apprendere che, invece, nel mercato sono apparsi dei prodotti molto interessanti che hanno stravolto le nostre preferenze nella scelta del migliore potabilizzatore d’acqua da trekking.

La nostra preferenza è caduta sul modello Mission della LifeStraw che presenta delle caratteristiche uniche e molto interessanti.

Potabilizzatore d'acqua da trekking e campeggio LifeStraw Mission con tanica da 5 litri

Questo potabilizzatore d’acqua portatile è tra i pochi che in commercio che consente di convertire acqua torbida e stagnante in ottima acqua da bere senza procedere alla successiva clorazione o bollitura. Dotato di un ottimo sistema a ultrafiltrazione, riesce a produrre ben 9-12 litri di acqua ogni ora semplicemente sfruttando la forza di gravità e possiede un sistema di pulizia dei filtri che permette di prolungarne la durata.

In dotazione viene fornita una sacca da 5 litri per contenere l’acqua da filtrare, che può essere appesa ovunque grazie alle sue maniglie. Con questo kit di appena 430 g potrai produrre ben 18.000 litri di acqua da bere o per lavarsi senza alcun retrogusto (non sono presenti, perché non necessari, filtri con resine allo iodio).

Nel filtro sono presenti 2 uscite, la prima per il risciacquo della membrana, mentre dalla seconda sgorga l’acqua potabilizzata che potrai versare direttamente dentro bottiglie e taniche.

Attualmente è il sistema di purificazione più usato per i viaggi in Africa e in Asia ed è dotato della certificazione statunitense EPA (Environmental Protection Agency), ossia l’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana incaricata della protezione ambientale e quella della salute umana, che garantisce l’applicazione delle prescrizioni igienico-sanitarie di ogni prodotto commercializzato.

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