Specie di topi

topi di fogna giganti
Fonte: Airwolfhound

Avere a che fare con una pantegana in casa è una tra le peggiori esperienze che possano capitare, ma non è insolito trovare dei topi o dei ratti dentro casa o in ufficio. Casi come questi sono molto semplici da fronteggiare, se presi in tempo. Altrimenti sarà necessario l’intervento di uno specialista che conosce tutte le specie di topi e ratti e le tecniche di cattura o di eliminazione di questa grave minaccia.

Se vuoi fronteggiare l’emergenza topi, il primo consiglio chi ti diamo è quello di conoscere le differenze tra topi e ratti. I roditori appartenenti a specie separate hanno abitudini e comportamenti totalmente diversi, e anche le tua strategia dovrà adattarsi.

Differenza tra topo e ratto

Quelli che a prima vista sembrano topi, in realtà possono essere anche dei ratti e dei roditori enormi che non sono dei ratti, come il Cricetomys Gambianus (chiamato Ratto gigante del Gambia) che può essere lungo anche 90 cm e pesare oltre 1 Kg.

Ma, a parte questi esemplari, esistono circa 100 specie di roditori appartenenti che possiamo classificare come topi e ratti e che possono essere distinti solo da uno zoologo.

A un occhio inesperto, ogni roditore che si aggira in casa o per strada può essere un topo e in base a dove lo troviamo imponiamo il nome corrispondente: i topi selvatici, i topi di campagna, i topi di fiume, le pantegane, i topi di fogna, i topi giganti, i topi dei tetti e i topi norvegesi, sono tutti nomi di topi radicati nel nostro linguaggio che usiamo per indicare i topi, ma che in realtà non indicano nulla.

Innanzitutto, esiste una grande differenza tra topi e ratti, anche se appartengono alla stessa famiglia, quella dei Muridi.

  • I topi sono dei roditori di cui esistono circa 40 specie nel mondo. Sono molto simili ai topi selvatici e ai topi di campagna che appartengono rispettivamente al genere Apodemus e Microtus. In Italia, quando usiamo il nome “topo” ci dobbiamo riferire solamente al topo comune o domestico (Mus Musculus).
  • La varietà dei ratti è ancora maggiore, si contano ben 60 specie di ratti che vivono concentrate in parti differenti del mondo.
  • Le “specie di topi” più diffuse con cui avrai a che fare almeno una volta nella vita saranno essenzialmente quattro, una appartenente ai Mus, il Topo comune, una appartenente agli Apodemus, il Topo selvatico, e due appartenenti ai Rattus, il Ratto nero e il Ratto grigio. Questa distinzione è molto importante se devi fronteggiare un’infestazione di topi e ratti nella tua casa, perché il primo rimedio è sempre la conoscenza dell’avversario.
  • Le dimensioni di questi topi e ratti sono molto diverse tra loro e potrai facilmente distinguere i topi dai ratti per la loro evidente differenza nelle proporzioni. Alla famiglia dei Muridi, appartengono dei roditori che pesano da 7 g a 2,6 kg. Ecco un’immagine che evidenzia le differenze tra topi e ratti nella mole e forma:
Differenza tra topi e ratti
Differenza tra topi e ratti

La maggior parte dei Mus (topi) e dei Rattus (ratti) non amano stare vicino all’uomo, perciò circa 100 specie di topi e ratti rimangono quasi sconosciuti all’uomo. Altri, invece, sono definiti cosmopoliti e commensali per la loro abitudine di viaggiare e diffondersi nel mondo e per la propensione a nutrirsi del cibo o degli scarti di un altro animale, in questo caso l’uomo.

Il Topo comune (Mus Musculus)

Il topo comune, detto domestico, ha una lunghezza media di 20 cm, la coda misura circa 9 cm e il suo colore è grigio-marrone. Il suo muso è appuntito e le orecchie glabre e grandi. La testa è proporzionata al corpo che si presenta sfilato e allungato.

topo comune
Topo domestico – Fonte: Matthieu Berroneau

Se ti accorgi di avere un topo in casa, molto probabilmente stai ospitando involontariamente un topo comune. Il Mus Musculus è il topo più affezionato all’uomo e vive quasi sempre in commensualità con te mangiando il tuo cibo e usando la tua casa, proprio come un animale domestico. Purtroppo, proprio per questa eccessiva vicinanza all’uomo, è spesso una grave minaccia sanitaria.

Cammina in casa a caccia di cibo durante la notte ed evita di uscire quando c’è luce per non farsi scorgere e potrebbe tranquillamente vivere nella tua cella frigorifera perché resiste molto al freddo. Raramente vive fuori dalle abitazioni perché diventa facile preda dei predatori e non è in grado di competere con altre specie di topi, molto più forti e resistenti.

Come quasi tutte le razze di topi in Italia, il topo domestico è originario dell’Asia Centrale e si è diffuso nel mondo attraverso i convogli commerciali sia via terra che via mare, e oggi è considerato tra i primi 100 animali più infestanti al mondo.

Il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus)

Solitamente si tende a credere che solo i ratti di fogna siano portatori di infezioni, anche gravi, ma non è così. Anche i topi selvatici sono pericolosi al pari degli altri perché trasportano nella pelliccia, nella coda, nella bocca e nelle feci una carica batterica devastante per l’uomo e per gli animali domestici.

L’Apodemus sylvaticus è il cosiddetto topo selvatico anche se, nonostante il nome, non ama le aree boschive ma preferisce il tuo giardino o il tuo orto. Questo roditore è molto piccolo, pesa circa 18 grammi ed è un grande scavatore. Se, spostando il fogliame, trovi delle piccole buche di 4 cm di diametro nel terreno, allora stai ospitando un’intera colonia di questi piccoli topini.

Specie di topi 1
Apodemus sylvaticus by Donald Hobern

Preferisce uscire di notte per cercare nutrimento ma è spesso preda dei suoi antagonisti naturali, come civette, donnole, ermellini, corvi e volpi.

Le colonie di topi selvatici delimitano il proprio territorio, che può estendersi a oltre 1 km2, e lo difendono da altri roditori facendo valere il loro numero. Infatti, le colonie di questi piccoli topi sono molto grandi (anche centinaia di esemplari) e si nascondono sotto terra creando delle lunghe gallerie.

Le tane sono molto profonde e ricche di diverse camere specializzate: deposito di cibo, nursery, ecc., ma non è raro trovare dei topi di campagna che vivono in vecchi nidi di uccello abbandonati. Come il ratto nero, anche il topo selvatico ama le grandi altezze e non è raro trovare dei nidi in alberi o palme molto alti.

Quando il topo selvatico scappa, è facile riconoscerlo perché si comporta come una lepre, utilizzando le zampe posteriori per compiere dei grandi balzi in avanti.

Il Ratto nero (Rattus rattus)

Il rattus rattus è anche chiamato ratto nero o ratto comune, ma è conosciuto anche come ratto dei tetti per la sua predilezione a vivere in zone alte e protette dai predatori. Questa specie di ratto è particolarmente odiata perché la peste bubbonica si diffuse in corrispondenza della sua comparsa in Europa. Si fa detestare anche perché, essendo erbivoro, attacca i depositi alimentari e li infetta causando la distruzione di interi raccolti.

Rattus Rattus
Ratto nero – Fonte: Staffan Vilcans

Vive principalmente a quote al di sotto dei 250 metri ma si può trovare anche a quote più alte in corrispondenza di insediamenti umani.

La sua dimensione è considerevole, pesa circa 200 grammi ma esistono esemplari maschi che arrivano anche a 300 grammi. Considerando la sua lunga coda, sfiora i 40 cm di lunghezza. Il suo colore è molto scuro, quasi nero, e le estremità sono senza pelo di colore rosa pallido. Ha una forma del corpo che ricorda il Topo comune, ma molto più grande.

In passato era l’unico ratto che si trovava in Europa, fino all’avvento del Ratto norvegese che lo ha soppiantato ovunque grazie alla sua maggiore forza e aggressività.

Il Ratto grigio (Rattus Norvegicus)

Il Ratto norvegese è noto anche come Pantegana o Ratto delle chiaviche. Nonostante il suo nome, non è nativo della Norvegia ma della Cina settentrionale. Il ratto grigio è attualmente il più diffuso tra i topi che vivono nelle fogne e preferisce gli ambienti umidi come fiumi, stagni.

Ratto grigio
Ratto Norvegese – Fonte: pete beard

Sono dei roditori molto pericolosi perché, vivendo tra i liquami, sono un efficace veicolo di diffusione delle malattie. Inoltre, essendo grandi quanto un gatto si diffondono in maniera incontrastata senza che in natura ci siano altri esseri adatti a bilanciare la loro presenza.

Hanno una lunghezza di circa 40 cm e un peso di 350 g ma esistono esemplari che pesano anche il triplo. Il colore è grigio scuro-marrone e il corpo è facilmente distinguibile dagli a altri topi e ratti perché molto tozzo e con gli arti molto pronunciati. Anche la testa ha una forma nettamente diversa dalle altre specie ed è coronata da piccole orecchie.

Specie di topi e ratti in Italia

I topi sono estremamente pericolosi per l’uomo, perché da sempre hanno portato carestie e malattie e mietuto vittime umane che neanche le guerre possono eguagliare. Quando prendevano di mira i silo e i depositi alimentari costringevano interi villaggi a distruggere tutti il raccolto rischiando la fame. Quelli che non lo facevano, rischiavano infezioni molto gravi che in passato portavano facilmente alla morte.

Specie di  Topi e Ratti in Italia
Specie di Topi e Ratti in Italia

Oggi la situazione è molto diversa, perché le derrate alimentari sono molto abbondanti, i silo sono in acciaio e non il legno e le malattie di cui sono vettori sono state interamente debellate o non portano a conseguenze letali.

Nonostante ciò, la presenza dei topi e dei ratti non è affatto diminuita ma, al contrario, è in continua espansione. Per fortuna esistono numerosi rimedi per tenere i topi lontani dalla nostra casa o dal nostro giardino, quindi, pur convivendoci non entriamo facilmente a contatto con loro.

La strategia dello sterminio usata in passato si è rivelata inutile perché i tempi di riproduzione sono molto rapidi. L’esperienza ci ha insegnato che, in presenza di condizioni di cibo abbondante e in assenza di antagonisti naturali, da una coppia di topi si possono generare fino a 31.000 topi in un anno con le filiazioni dei discendenti.

L’unico limite alla filiazione di questi pericolosi roditori e l’assenza di cibo o la presenza di antagonisti naturali come alcuni felini, lupi e rapaci. La domesticazione dei gatti, infatti, con molta probabilità ha questa origine. Tenere dei gatti in casa o nei villaggi scongiurava la distruzione delle derrate alimentari, con conseguente carestia.

Sulla valenza e l’utilità dei gatti nella nostra vita, sono state condotte due ricerche, nel Regno Unito e in Nuova Zelanda.

Lo studio inglese condotto nel 1977 ha dimostrato che un gatto riesce a uccidere 9 prede ogni 6 mesi (topi, rane, serpenti e uccelli, ecc.). Considerando che in UK esistono ben 9 milioni di gatti, questi riescono a ridurre la quantità di roditori di ben 200 milioni di unità ogni anno.

Nel 1979, lo studio neozelandese ha registrato un fenomeno inquietante presso una piccola isola dove è stato condotto l’esperimento. Sono stati deportati tutti i gatti lasciando i topi e i ratti senza antagonisti per alcuni anni. L’effetto è stato disastroso: i ratti hanno preso il sopravvento, quadruplicando il loro numero. Anche gli uccelli sono scomparsi perché le loro uova venivano divorate dai topi e i ratti affamati. Solo con la reintroduzione dei gatti, la situazione si è normalizzata.

I risultati di questi esperimenti ci danno un quadro dell’importanza di un antagonista naturale dei topi e dei ratti la cui assenza farebbe sparire in poco tempo gabbiani, anatre e cigni e farebbe aumentare la presenza di volpi e lupi che rimarrebbero i soli a contrastare questi roditori.

Come contrastare i topi e i ratti

Oggi, per difendersi dai questi roditori, la migliore tecnica è quella di creare delle condizioni sfavorevoli alla loro presenza nei luoghi che vogliamo proteggere, e relegarli ai margini dell’ambiente frequentato dagli uomini.

Lasciamo che sia la natura stessa a controllarne il numero, un po’ come accade con altri animali che normalizzano la propria presenza attraverso una continua lotta per la sopravvivenza del singolo e della specie.

Non sempre, però è possibile adottare un gatto o un altro antagonista naturale. Per questa ragione sono state create delle valide alternative:

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